Un tuffo nella storia

Un'antica Villa patrizia del Seicento

Un’antica Villa patrizia del Seicento, circondata da un incantevole parco di 5000 metri quadrati, arricchito da piante, fiori, una vasca con i pesci e una bellissima fontana.

Al suo interno il locale ricorda il suo passato con arredi di antiquariato, affreschi e decorazioni sapientemente ristrutturati, per soddisfare chi cerca non solo la buona cucina, ma anche un ambiente piacevole, sereno e con la giusta intimità.

La villa, chiamata in origine cascina Bellezia, viene costruita nel XVII secolo in un’area di grande sviluppo agricolo dove le fabbriche rurali originali risalgono al XV e al XVI secolo.

Prende il nome del proprietario: Gian Francesco Bellezia (1602-1672), professore di Diritto presso l’Università torinese e Sindaco della città negli anni Trenta del Seicento. Alla sua morte, il complesso di edifici passa in eredità alla figlia Anna Taddea, sposa di Giovanni Francesco Piossasco, conte di None.

L’architetto Giovanni Amedeo Grossi nel 1790 descrive così la proprietà: “la Bellezia, villa, e cascine del signor Conte di None situate nel concentrico del territorio di Grugliasco, e comprende in quello di Torino, da cui sono distanti quattro miglia; ritrovansi alla destra della strada che si dirama da quella d’ Orbassano, e continua avanti la Chiesa del Gerbo, e quindi a Grugliasco; il palazzo della Bellezza, che ritrovasi dirimpetto a Gonzole; è molto esteso, ed egregiamente ordinato, in attiguità del medesimo vi sono due giardini con un bel vedere, e successivamente la fabbrica rustica pelle cascine costituite da trecento giornate, che riuniscono l’utile ed il dilettevole”.

La descrizione del Grossi presenta un edificio di valore architettonico ed ambientale unici: un complesso a più corti con villa e cascine, giardini con un belvedere e trecento giornate di terreni coltivabili costituiti da campi e prati. Il rilievo planimetrico mette in evidenza l’esistenza di due corpi separati, la villa e il rustico, entrambi con impianto a corte chiusa.

La cappella ed un rustico furono distrutti da un incendio nel 1825 e in seguito venne edificata una torre dal lato delle scuderie, apportate migliorie interne, ed edificato il loggiato del civile. La decorazione cromatica, la merlatura della tone e le finte finestre gotiche furono eseguite successivamente verso la fine dell’Ottocento